coribante

É di oggi la notizia di un marito toscano che, rincasato in tarda mattinata dopo una settimana lavorativa passata lontano dalla consorte, giunto in camera da letto, trova il talamo nuziale occupato sì dalla moglie, ma anche da altre tre persone: una donna e due uomini a lui sconosciuti. Ignudi, assorti in un sonno sereno e rigenerante…

Nulla ci spinge a calarci nei panni dell’onestuomo, né tantomeno a indovinare il sentimento che subito lo induce a pensare la moglie sicura vittima di uno stupro perpetuato dagli altri balordi. Con prontezza pari solo alla fiducia nutrita nei confronti della consorte, il marito mobilita la Polizia.

Ridestatisi dal sonno, i quattro vengono interrogati e, infine, risulta evidente che non c’è traccia di violenza alcuna. Le due coppie, semplicemente, la sera precedente avevano dato vita a un’orgia, si suppone per alimentare il brio di una serata altrimenti noiosa causa assenza coniugi. Nulla però ci vieta di pensare che essi abbiano voluto ingraziarsi la magnificenza di qualche divinità e celebrarne allegramente un culto rituale.

I Coribanti erano i sacerdoti della dea Cibele. La onoravano con danze sfrenate e riti orgiastici. Spesso, durante queste feste, si infliggevano delle ferite.

Inventori del tamburo a cornice creavano musica basata sul ritmo ossessivo per curare l’epilessia e per sconfiggere la malinconia di Zeus. Inoltre onoravano il pino in onore di Attis, figlio della dea…

Published in: on 27 marzo 2010 at 12:37  Lascia un commento  
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lemure

Lemures, lemuri, Lemuria, Lemuriformes…

I Lemuri li conosciamo come degli animali diffusi soprattutto in Madacascar. Stranamente la loro società è organizzata in maniera matriarcale.

Ma i Lemuri sono anche altro. Nella mitologia romana essi erano gli spiriti delle tenebre. Si credeva che queste creature, non ben identificate né definibili proprio per la loro condizione di fatale ed eterna transitorietà, vagassero senza posa per le strade come anime in pena, in una sorta di limbo, dopo una morte prematura o violenta. Il senso di orrore che circondava queste figure spettrali venne poi a caratterizzare quello della loro domina, la dea Ecate. Per tenerli lontani e per placare i loro spiriti dannati, i romani, nel mese di maggio, gli dedicavano delle feste Le Lemurie. Il rituale prevedeva che il Pater familias gettasse alle sue spalle alcune fave nere per il numero simbolico di nove volte, recitando formule propiziatorie. Durante queste feste i templi venivano chiusi ed era proibito sposarsi.

Nella tradizione esoterica essi, invece, sono associati alla Terra di Lemuria, un ipotetico continente sito tra l’Oceano Indiano e quello Pacifico. Ne parla, tra l’altro, in alcuni suoi scritti M.me Blavatsky.